I CAVONI – Nepi (VT)

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FOTO, ARTICOLO E VIDEO DI LUCA PANICHELLI

Posti poco fuori il centro abitato di Nepi (VT), i “CAVONI” o VIE CAVE, rappresentano ancora oggi un’importante testimonianza riguardo le imponenti opere di ingegneria  stradale eseguite da un’antica civiltà: I FALISCI. (cerca nel blog: I FALISCI E L’AGRO FALISCO).

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L’ASPETTO STORICO

Interamente scavate a mano nel morbido tufo, queste antiche vie di comunicazione avevano il compito principale di eliminare il forte dislivello tra il pianoro e il fondo della valle sottostante, in un territorio reso fortemente discontinuo a causa delle forre, dei veri e propri canyon prodotti da un lunghissimo processo geologico. (cerca nel blog: LE CONCHIGLIE FOSSILI DELL’AGRO FALISCO).

Ma non solo…molto spesso queste VIE CAVE TAGLIATE venivano scavate nelle immediate vicinanze di alcune importantissime necropoli, come ad esempio la TAGLIATA FANTIBASSI a Civita Castellana (VT) la quale sorge a poca distanza dalla NECROPOLI DEL CAVO DEGLI ZUCCHI  lungo la VIA AMERINA. Per questo motivo alcuni studiosi ritengono che queste opere di antica ingegneria stradale siano legate anche all’aspetto religioso dei FALISCI. A confermare questa teoria, le parole del poeta romano Ovidio, il quale sposato con una donna di origine falisca, nella sua opera AMORES III, ci descrive la solenne processione che veniva effettuata dall’interno delle mura di Falerii Novi fino al Tempio di Giunone Curite a Civita Castellana, in onore della Divinità stessa. (cerca nel blog: LA TAGLIATA FANTIBASSI). Ma non è tutto…secondo  CICERONE (Cic. de Div. 2.23) infatti, la religione dei loro “cugini” e confinanti ETRUSCHI fu rivelata da TAGES TAGETE: 

“Si narra che un certo Tagete nel territorio di Tarquinia apparve improvvisamente mentre la terra veniva arata, nel momento in cui fu impresso un solco più profondo, e che rivolse la parola a colui che arava. Come è scritto nei libri degli Etruschi, questo Tagete si dice che avesse l’aspetto di un bambino ma la saggezza di un vecchio. Poiché il contadino, stupito dalla sua comparsa, sollevò un grido di meraviglia, accorse molta gente ed in poco tempo tutta l’Etruria si radunò in quel luogo. Allora Tagete parlò a lungo dinanzi alla folla degli ascoltatori, che ascoltarono con attenzione tutte le sue parole e le misero per iscritto. L’intero suo discorso fu quello in cui era contenuta la scienza dell’aruspicìna; essa poi si accrebbe con la conoscenza di nuove cose che furono ricondotte a quegli stessi principi. Ciò abbiamo appreso dagli Etruschi stessi, quegli scritti essi conservano, quelli considerano come la fonte della loro dottrina.”

Molto probabilmente, dunque, camminare all’interno di queste strette ed anguste VIE CAVE, per i falisci simboleggiava “discendere nelle viscere della terra” in una dimensione Sacra.

Anche in epoche successive, le TAGLIATEcontinuarono ad essere utilizzate. Con l’avvento del Cristianesimo vediamo apparire lungo il loro percorso delle piccole nicchie: si tratta delle cosiddette NICCHIE SCACCIADIAVOLI, all’interno delle quali venivano inserite delle piccole statue raffiguranti la Madonna o Cristo, ed avevano la funzione di proteggere il viaggiatore durante il suo cammino.

 

L’ESPLORAZIONE

Dopo aver parcheggiato la macchina proseguo in VIA DEL CARDINALE ed inizio a discendere per un sentiero in aperta campagna. Giungo così al fondo della forra attraversato da un piccolo corso d’acqua.

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Il paesaggio che si apre davanti a me sembra incantato come quello delle fiabe: tantissime foglie gialle ricoprono il piccolo ponte che attraversa il torrente e la vegetazione, complice la stagione autunnale, ha dei colori davvero stupendi, con il giallo  e marrone delle foglie a forte contrasto con il verde “vivo” del muschio che ricopre le rocce poste lungo il sentiero.

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Attraversato il ponte, seguo il sentiero che si apre sulla mia sinistra ed inizio la risalita verso il pianoro soprastante. Dopo cento metri circa, sulla mia destra si apre la prima VIA CAVA.

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Le sue dimensioni sono un pò ridotte e le pareti non troppo alte. Sulla parete sinistra risulta ancora oggi visibile un canale scavato nel tufo per la raccolta delle acque piovane. Continuo il mio cammino immerso in questa meraviglia, avvolto nel silenzio e nella bellezza di questo luogo.

Terminato questo primo tratto di risalita, mi ritrovo d’innanzi ad un bivio, da cui partono due VIE CAVE distinte. Decido di prendere quella sulla mia destra e continuo la risalita.

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Ad un certo punto, mentre la strada si fa sempre più stretta, noto sulla parete sinistra una piccola NICCHIA SCACCIADIAVOLI con all’interno una piccola statua raffigurante la Madonna e deposta molto probabilmente in epoca recente.

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Mentre proseguo il mio cammino “inghiottito” tra le sue alte pareti, inizio a farmi delle domande…innanzitutto su come fosse stato possibile secoli e secoli fà realizzare tali opere dalle dimensioni ciclopiche senza l’utilizzo di alcun mezzo meccanico e soprattutto quale sforzo immane abbia richiesto la sua realizzazione. Perplesso raggiungo così il pianoro soprastante e decido così di ritornarmi per poter così visitare anche l’altra tagliata, che si apriva sulla sinistra del bivio.

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Giunto a destinazione inizio a percorrere l’altra VIA CAVA. Questa si presenta assai più larga rispetto all’altre due visitate in precedenza. Le foglie a terra, il verde muschio lungo le sue pareti  ed il silenzio al suo interno la rendono davvero affascinate e misteriosa…molto evocativa!

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Continuo il mio cammino “serpeggiando” al suo interno ed ogni qualvolta il percorso svolta a destra o a sinistra, si aprono davanti a me scenari a dir poco fiabeschi e surreali.

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Dopo qualche centinaio di metri la via anche qui si fa sempre più stretta, sino a terminare su di un pianoro, in località LA MASSA, sempre a Nepi(VT). Da qua poi partono numerosi sentieri che conducono in diversi luoghi davvero meritevoli di una visita come ad esempio l’antico insediamento medievale di CASTEL D’ISCHIA. ( cerca nel blog: L’ANTICO INSEDIAMENTO MEDIEVALE DI CASTEL D’ISCHIA).

 

FOTO, ARTICOLO E VIDEO DI LUCA PANICHELLI

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