L’ANTICO INSEDIAMENTO MEDIEVALE DI TORRE DELL’ISOLA CONVERSINA – Castel Sant’Elia (VT) – VIDEO

Situata lungo la via nepesina, la strada statale che collega i comuni di Civita castellana e Nepi, si erge sullo sperone di un promontorio, tra la folta vegetazione, la TORRE DELL’ISOLA CONVERSINA o TORRE STROPPA.
Il suddetto centro medievale sorge su di un sito occupato alcuni secoli prima da un villaggio etrusco/falisco di una certa importanza, come dimostrano le necropoli circostanti. L’incastellamento del periodo iniziale dell’Alto Medioevo(VII-VIII sec.)è un fenomeno urbano dovuto da uno stato di guerra permanente lungo i confini tra Longobardi e Bizantini e proprio su quella frontiera costituita dalla via Amerina. Le prime testimonianze scritte riguardo a questo sito risalgono al 989, quando il monastero di Santa Cosma e Damiano ricevette il CASTRUM in locazione con il mulino annesso, oggi non più visibile in quanto distrutto. Fu annoverato così come feudo nepesino con il nome di CASTRUM INSULA CONVERSINA. Alla fine del XIII secolo le milizie romane posero l’assedio al villaggio, molto probabilmente questo episodio è da collegare con il tentativo della dinastia dei Colonna di impossessarsi della vicina Nepi. Come scritto nel Registro romano-senese, agli inizi del XIV secolo risulta essere per tassato per 10 rubi di sale, segno che la popolazione era molto ridotta. Nella tassazione successiva, quella del 1416, il sito non viene menzionato. Su di un atto risalente al 1423, si riporta la donazione del suddetto centro medievale eseguita da Giovanni De Matteo de Insula nei confronti di Giacomo Orsini, signore della città di Nepi. Qualche anno dopo nel 1427, il figlio di Giacomo Orsini, Rinaldo, cede il castello ad Antonio Colonna, signore di Salerno. Nell’atto che sancisce questa concessione si legge che il CASTRUM vantava dei diritti di pertinenza nei confronti di Corchiano e verso la Montagnola, ossia verso ricchissimo feudo dei Vico. Nel 1435 i feudi dei Colonna vengono confiscati dal papa Eugenio IV e dal cardinal Latino Orsini al conte Dolce di Anguillara come pegno. Solo nel 1449 il papa Niccolò V li riscatta. Sul finire del XV secolo inizia l’abbandono definitivo del sito medievale i cui abitanti si trasferirono a Nepi.
TESTO E VIDEO DI LUCA PANICHELLI.

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